Contenuto principale

Visual Medien

Attualità

Garante per l'infanzia e l'adolescenza | 07.12.2018 | 11:00

Se i bambini non possono più visitare i nonni

In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, che si celebra lunedì 10 dicembre, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Paula Maria Ladstätter esorta a rispettare anche quelli di bambini e bambine. Tra questi, anche quello a mantenere relazioni coi nonni dopo la separazione dei genitori.

I diritti umani sono anche diritti di bambine e bambini: universali, personali e non trasmissibili. Lo ricorda la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Alto Adige Paula Maria Ladstätter in occasione del prossimo 10 dicembre, giornata in cui si celebra per la 70a volta la sottoscrizione della Dichiarazione universale dei diritti umani. “Purtroppo, proprio nel caso dei bambini i diritti umani vengono spesso violati”, dice Ladstätter, aggiungendo che la sottoscrizione della Convenzione sui diritti dell’infanzia, avvenuta 41 anni dopo la Dichiarazione universale dei diritti umani, fu più che necessaria: “Soprattutto il diritto dei bambini alla famiglia, quello a entrambi i genitori e anche quello ai nonni sono spesso violati in alto Adige, tanto che una consulenza su 4 presso l’ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza riguarda questi temi. Gli stessi genitori strumentalizzano i figli e le figlie in caso di separazioni e divorzi conflittuali, coinvolgendoli in gravosi conflitti di lealtà.

Paula Maria Ladstätter si confronta ogni giorno, quale Garante per l’infanzia e l’adolescenza, con casi di bambine e bambini utilizzati dalla madre o dal padre separati per mettere in cattiva luce l’altro genitore: “Una cosa letteralmente dilaniante per un bambino”, dice la Garante, che descrive la situazione con l’immagine di un elastico tirato. I bambini amano i loro genitori senza condizioni, “e se non hanno la libertà di amare anche il genitore rifiutato si trovano a vivere un dilemma che li stravolge nell’intimo”. Di solito, finiscono per scegliere il genitore che ha più bisogno di loro, e del quale si assumono la responsabilità: uno scambio di ruoli che non corrisponde alla loro età e al loro ruolo.  Nel caso di alleanza con uno solo dei genitori, si allontanano dall’altro, fino, a volte, a perdere del tutto un’importante persona di riferimento dell’infanzia: “Un evento che può causare danni alla capacità di legami, relazioni e prestazioni del bambino o della bambina”, spiega Paula Maria Ladstätter.

Nei casi in cui cerca di non abbandonare la relazione con uno dei due genitori, il bambino rimane poi intrappolato in un conflitto di lealtà: la relazione con entrambi i genitori si mantiene, ma l’insopportabilità della situazione si riflette su altri ambiti della psiche. “Si tratta di bambini che possono manifestare problemi disciplinari o aggressività, atteggiamenti depressivi o disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione”. In caso di separazione, i genitori devono assolutamente fare molta attenzione ai figli, evitando l’insorgere di conflitti di lealtà.

Bambini e bambine non sono piccoli adulti. Alla sottoscrizione della Convenzione sui diritti dell’infanzia, nel 1989, si provvide ad aggiungere ai diritti umani l’obbligo per gli adulti di pensare prima al bene dei bambini che al proprio. Nella maggior parte dei casi, una separazione o un divorzio conflittuali causano un allontanamento dai nonni, che non riescono più a vedere il loro o la loro nipote, oppure li vedono solo raramente: nel dolore del fallimento di una relazione, alcuni genitori non realizzano il male che fanno ai loro figli impedendo loro il contatto con persone di riferimento molto vicine. Paula Maria Ladstätter riferisce a questo proposito della recente visita al suo ufficio di una coppia di nonni che, mentre in passato vedevano le loro nipotine quasi ogni giorno, cucinando per loro, aiutandole nei compiti e portandole in gita, dopo la separazione della figlia e il trasferimento delle bambine dal padre non avevano più modo di vederle. Le nipoti manifestavano forte nostalgia, e così i nonni: “Non siamo anche noi parte della famiglia?”, ha domandato la nonna in lacrime. “Per i bambini è importante il mantenimento di relazioni consolidatesi nel tempo“, sottolinea Paula Maria Ladstätter, concludendo: “Se prima della separazione dai genitori c’erano stretto legame con i nonni, una rottura del contatto è dannosa e può portare a disagi psichici”.

Presso l’ufficio della garante per l’infanzia e l’adolescenza, il benessere di bambini e bambine è la priorità. Le collaboratrici sono a disposizione delle persone interessate per colloqui e mediazioni. Ulteriori informazioni si possono richiedere al nr. 0471.946050 e all’indirizzo mail: info@garanteinfanzia-adolescenza-bz.org.

 

(MC)